CASI E QUESTIONI DI RESPONSABILITA’ MEDICA

L’errata diagnosi di malattia terminale. E’ risarcibile la perdita di chance?

Questo è il primo di una mia serie di brevi interventi su questioni aperte che occorre affrontare nello svolgimento quotidiano della professione.

A volte capita che si verifichi l’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale. In questo caso di responsabilità medica sussiste la risarcibilità del danno non patrimoniale. Infatti la tardiva esecuzione di un intervento chirurgico anche se poi la malattia conduce lo stesso all’esito fatale determina, per effetto del ritardo, la perdita di chance del paziente  di conservare, durante quel decorso, una migliore qualità della vita, nonché la possibilità di vivere più a lungo di quanto, poi, effettivamente vissuto.

 Il maggior danno. Come si calcola?

Questo è il secondo di una serie di miei brevi interventi su questioni aperte che occorre affrontare nello svolgimento quotidiano della professione.

A volte capita che in caso di danno fisico ci si rivolga ad una struttura sanitaria che a sua volta commetta un errore medico che aumenti tale danno. A questo punto ci si pone la questione di come calcolare il danno biologico imputabile al comportamento negligente della struttura. In questo caso si parla di maggior danno rispetto a quello preesistente. La maggior parte delle consulenze mediche però calcolano soltanto il danno biologico differenziale senza specificare che trattasi di maggior danno con la conseguenza che la liquidazione del danno, che si quantifica in misura crescente più che proporzionale per ogni punto di invalidità, non è congrua perché calcolata facendo riferimento ad un punteggio di invalidità più basso rispetto a quello previsto per il danno complessivo a cui poi si sottrae il danno minore preesistente.

Accertamento tecnico preventivo e mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità nelle cause per responsabilità medica. Quale scegliere?

Questo è l’ultimo dei miei tre brevi interventi su casi e questioni di responsabilità medica.

La nuova legge sulla responsabilità medica in vigore dal 2017 ha introdotto per i giudizi civili di risarcimento danni la condizione di procedibilità di aver esperito precedentemente un accertamento tecnico preventivo con funzione conciliativa o in alternativa la mediazione obbligatoria. Si tiene ritiene preferibile la mediazione obbligatoria perché l’ATP presenta una serie di svantaggi: il CTU non possiede quelle competenze necessarie per addivenire alla conciliazione che invece potrebbe essere favorita, all’esito del deposito della CTU nel giudizio ordinario, dalla proposta conciliativa del Giudice; inoltre nel caso in cui si azionasse tale procedimento cautelare ove la conciliazione non riesca o il procedimento non si concluda per il mancato deposito della CTU entro il termine perentorio di sei mesi dal deposito del ricorso, entro novanta giorni dalla scadenza del suddetto  termine perentorio o dal deposito della relazione, si deve introdurre un giudizio di merito a cognizione sommaria.

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