La paziente si era sottoposta a un intervento di tiroidectomia.
Dopo l’operazione, però, qualcosa era cambiato.
Dolore persistente. Limitazione dei movimenti della spalla. Difficoltà nello svolgimento delle normali attività quotidiane e lavorative.
Gli accertamenti successivi avevano evidenziato una lesione del nervo spinale accessorio.
Nel caso specifico è stata svolta una approfondita valutazione medico-legale specialistica, con acquisizione:
– delle cartelle cliniche
– degli esami neurologici ed elettromiografici
– della consulenza medico-legale di parte
– della documentazione relativa ai postumi permanenti
L’azione giudiziaria è stata quindi promossa davanti al Tribunale civile di Roma nei confronti della struttura sanitaria per la lesione iatrogena verificatasi durante l’intervento chirurgico, con richiesta di CTU medico-legale.
Nel corso del giudizio, anche alla luce delle risultanze medico-legali emerse, la controversia si è definita con un accordo transattivo.
Nella responsabilità sanitaria, però, non basta allegare solo un peggioramento clinico.
Occorre dimostrare:
– l’esistenza di un inadempimento sanitario o di una condotta non conforme alle buone pratiche clinico-assistenziali
– il danno effettivamente subito dal paziente
– il nesso causale tra condotta sanitaria e conseguenze dannose secondo il criterio del “più probabile che non”
Il danno risarcibile può comprendere:
– danno biologico permanente
– invalidità temporanea
– personalizzazione del danno per la compromissione della vita personale e lavorativa
📩 Se vuoi capire come viene valutata un’azione di responsabilità sanitaria o di danno alla persona, scrivimi.
Per ulteriori chiarimenti chiama il n. +39 06 39743494 oppure invia una mail a mario.brancaleoni@gmail.com



