Non tutte le cause per errore medico vanno fatte. E soprattutto: non tutte vanno iniziate.
Nella pratica vedo spesso lo stesso problema: si parte senza avere le basi.
Prima di agire, servono tre elementi:
a) documentazione clinica completa
b) un parere medico-legale serio (non “di cortesia”)
c) un nesso causale “più probabile che non”
Ed è proprio qui che molti casi si fermano.
Non basta dimostrare che il medico ha sbagliato. Bisogna dimostrare che quell’errore ha causato il danno.
Nel civile, il criterio è quello del “più probabile che non”.
Tradotto: nel caso concreto non serve la certezza assoluta, ma una probabilità superiore al 50% che la patologia o il suo aggravamento siano conseguenza dell’inadempimento medico, secondo un giudizio logico e non solo statistico con esclusione di altre cause alternative.
Senza questo passaggio, la causa non regge. Anche in presenza di errore.
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